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Chiesa di San Domenico Chiesa conventuale, oggi parrocchiale (XVI / XVIII sec.)

La famiglia Domenicana si stabilì a Regalbuto nel 1547 e costruì il convento e la chiesa intitolata a Maria SS. del Rosario, cambiato nel 1613 in quello di S. Domenico, all'estremità occidentale della dor­sale sulla quale si adagia l'abitato.

Da S. Domenico prese nome il quartiere, che fino a quel tempo era detto «dei Saraceni». Nel 1750 circa, venne spianata la piazza attuale sulla quale si affacciano le stanze, adorne di sontuosi stucchi, che furono le celle dei padri e oggi sede della stazione dei Carabinieri del luogo.
La fabbrica, sviluppata su un impianto ad unica aula, si pensa risalga alla seconda metà del Cinquecento e abbia preso parte al rinnovamento settecentesco della città, grazie all'azione degli ordini religiosi e al diffondersi del comune linguaggio barocco, che rispondeva in quel tempo ad una chiara volontà di modernizzazione.
Il portale d'ingresso si pone al centro di una composizione movimentata dalla presenza di tre colonne aggettanti che segue un disegno a scatto. Lo stesso movimento delle colonne ricorda, pur se con un più ricco ornato e con l'uso di colonne tortili, il prospetto del Duomo di Piazza Armerina per citare un esempio vicino. Ma sorprende anche la stessa composizione nel portale del palazzo vescovile di Malaga in Spagna (seconda metà XVIII sec.).
Durante i lavori eseguiti per la sua erezione a parrocchia, furono rimosse, e purtroppo sono scomparse, le grandi tele degli altari minori, pregevoli opere del Seicento, invece sono state ricollocate al loro posto nel presbiterio le pregevoli tele del S. Rosario. Di grande interesse sono anche il gruppo scultoreo di Maria SS. del Rosario con San Domenico, titolare della Chiesa, e quella di San Vincenzo Ferreri di Giuseppe Picano (1810) molto deturpata da un improprio restauro.

Agenziapassaparola.com